La Straniera

INDIA, LA TERRA DELL’ANIMA di Giuliana Lauricella e Valerio Piazza

Per la rubrica “Racconta la tua avventura all’estero”, hanno inviato il loro racconto Giuliana Lauricella e Valerio Piazza che, con i loro scatti, hanno immortalato momenti ed esperienze del loro viaggio in India.

 

A maggio del 2019 è iniziata la nostra avventura: due settimane in India, alla volta delle città più evocative di una terra che ci ha sempre attratto. Il caso ha voluto che fossimo invitati ad un matrimonio di un nostro amico indiano. Non ce lo siamo fatti dire due volte e, prenotati i biglietti e fatte le valigie, siamo partiti carichi di entusiasmo.

 

Tempio di Manundeeswarar, Chennai.

 

 

Ecco il Tempio indù dedicato a Shiva. Come in tutti i luoghi di culto in India si entra a piedi scalzi. Le scarpe vengono, infatti, obbligatoriamente consegnate ad un custode all’ingresso.

Entrando veniamo assaliti da persone che si offrono di farci da guida turistica, anche se in realtà non lo sono. In India bisogna superare un esame costoso e difficile per essere certificati come guide turistiche e quindi la maggior parte delle persone si improvvisano nel mestiere.

Il tempio è diviso in diverse zone di culto dedicate a diverse divinità e, mentre si ammirano queste strutture super colorate, ci si imbatte non solo in gente che prega e medita ma anche in animali, soprattutto mucche!

Uscire dal tempio è difficilissimo perché tutti quelli che si sono offerti di aiutarti (la finta guida, il custode delle scarpe, il tipo a cui hai chiesto di scattarti una foto,ecc) chiedono soldi!

 

Undavalli Caves, nella periferia di Vijawada, regione dell’Andhra Pradesh nel sud dell’India.

 

Tempio scavato nella roccia e abitato da scimmie e pipistrelli. Sembra di essere all’interno de “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling!

 

 

Queste foto mostrano alcune vie centrali di Delhi: caratteristica principale di queste strade sono i mercati in cui regna la polvere, i forti odori e i colori.

 

 

Questo signore seduto a terra vende betel, una specie di tabacco da masticare molto usato in India.

 

 

Lo street food è diffusissimo, ma tutti questi cibi sono sconsigliati ai turisti considerata la scarsa igiene.

 

Ecco la mensa dei poveri. Il governo mette a disposizione un pranzo completo per soli 10 rupie, circa 12 centesimi di euro.

 

Delhi, Raj Ghat: tomba di Gandhi.

 

La tomba del Mahatma Gandhi si trova dentro un giardino immenso e curatissimo al cui interno sono state istallate varie targhette con le frasi più celebri del Grande Padre dell’India.

 

 

L’ingresso alla tomba avviene ovviamente scalzi e in religioso silenzio. La tomba è decisamente austera. La scritta in hindi significa “hai ram” ovvero “oh Dio”: si tratta delle ultime parole pronunciate da Gandhi prima di morire, mentre la fiaccola sempre accesa rappresenta la vita eterna. La sensazione durante la visita è quella di essere in un giardino ultraterreno, uno spazio di pace assoluta.

 

tomba di Humāyūn a Delhi.

 

Questa tomba è stata costruita dalla moglie di Humāyūn per il defunto marito nel 1565. Humāyūn fu il secondo sovrano timuride della dinastia Moghul dell’India. Discendente diretto di Tamerlano, fu figlio del fondatore dell’impero Bābur e padre di Akbar. La costruzione della sua tomba ha ispirato la costruzione del Tāj Maḥal. Il Tāj Maḥal è un mausoleo, situato ad Agra, nell’India settentrionale, costruito nel 1632 dall’imperatore moghul Shāh Jahān in memoria dell’amatissima moglie preferita Arjumand Banu Begum, meglio conosciuta come Mumtāz Maḥal.

Il giardino del mausoleo di Humāyūn rappresenta per gli islamici la visione del mondo ultraterreno, dove regnano le perfette simmetrie. Anche il giardino del Tāj Maḥal è simmetrico e, infatti, ha una forma quadrilatera suddiviso in quattro canali d’acqua che rappresentano quattro fiumi di acqua, vino, latte e miele.

 

 

 

Ed ecco trionfare ad Agra, nella regione dell’Uttar Pradesh, l’imperioso Tāj Maḥal.

Noi siamo andati a visitarlo alle cinque del mattino, in modo tale da apprezzare al massimo la variazione della luce durante tutta la mattinata che risalta i giochi prospettici e la colorazione dei marmi. Inoltre la presenza di pochi turisti a quell’ora del mattino permette di goderselo in pace.

Tutto è assolutamente e perfettamente simmetrico: ogni singola mattonella, il giardino e le due costruzioni laterali, tutto tranne, paradossalmente, la tomba dell’imperatore stesso, sepolto anni dopo la costruzione accanto l’amata moglie che, invece, si trova in posizione perfettamente centrale.

Volere dell’imperatore era costruire una struttura identica dietro il Tāj Maḥal ma nera. I lavori sono stati però interrotti dal figlio dell’imperatore che rinchiuse il padre, uccise i fratelli maggiori ed ereditò la corona.

 

Bazar a Chennai, capoluogo dello stato di Tamil Nadu.

 

Questo enorme bazar lo possiamo immaginare  simile ai nostri mercati però all’ennesima potenza: confusione e gente che urla e che ti insegue, cercando di venderti qualsiasi cosa. Non si compra nulla senza prima litigare per accordarsi sul prezzo.

 

Vista dal nostro hotel a 4 stelle di Repalle, città nel sud dell’India, situata nel distretto di Guntur, nello stato federato dell’Andhra Pradesh.

 

Qui ci si sente nel cuore della più profonda India: poche strade asfaltate, mucche per strada, suoni di clacson continui, confusione e nessuno che sappia cosa sia un caffè espresso!

 

Luminarie per matrimonio a Repalle, Andhra Pradesh.

 

Il matrimonio qui dura diversi giorni. Noi abbiamo avuto l’opportunità di essere invitati ad una celebrazione che è iniziata alle ore 21 ed è finita alle 5 del mattino. Oltre al rito in senso stretto, gli sposi sfilano per la città e visitano diversi templi indù.

Il rito si divide in più fasi (che non abbiamo ben capito) che si alternano a lunghe pause in cui gli invitati mangiano rigorosamente cibo piccante con le mani e dormono anche per terra. Ogni fase vede protagonista o gli sposi insieme o separati o i parenti stretti (genitori e fratelli) e in ogni fase avviene il cambio d’abito.

 

Altare

 

Per questo motivo, lateralmente al cosiddetto “altare”, ci sono due camerini per lo sposo e per la sposa.

 

 

Questo scatto immortala Jama Masjid: si tratta di una moschea che si trova a Delhi ed è in particolare la principale moschea di Old Delhi. La sua costruzione è stata commissionata nel 1650 dall’imperatore Moghul Shah Jahan ed è tra le più famose moschee dell’India. L’opera fu completata nel 1656.

 

Hawa Mahal, noto anche come Palazzo dei venti o Palazzo della brezza, è un palazzo di Jaipur in India.

 

Questo palazzo è stato costruito nel 1800 per permettere alle donne della famiglia reale di osservare la città senza essere viste dall’esterno. Il colore rosa è tipico della citta di Jaipur. Questa città è il capoluogo dello stato indiano del Rajasthan ed è stata fondata nel 1727 dalla famiglia reale del tempo. E’ soprannominata la “città rosa” per  le caratteristiche costruzioni  rosate in terracotta la cui colorazione è stata imposta dal governo.

 

Basilica di San Tommaso a Chennai.

 

È una delle uniche tre chiese al mondo a contenere al suo interno la tomba di un apostolo. Le altre sono a Roma e a Madrid. All’interno della basilica si trova la statua di Gesù Cristo che nasce da un fiore di loto e quella della Vergine che indossa un sari, vestito tradizionale indiano.

 

 

Fatehpur Sikri, nello scatto, è chiamata anche la “Città della Vittoria”. Si trova nel distretto di Agra, nello stato federato dell’Uttar Pradesh. La città fortificata è stata fondata da Akbar ed è stata capitale del regno Moghul per circa 15 anni per poi essere abbandonata in fretta. Per questo motivo è detta anche “la città fantasma”.

 

 

Questa foto è il ricordo di un momento al Forte Amber, fortezza situata ad Amer, una città a 11 km da Jaipur, nello stato del Rajasthan in India. Qui la salita sul dorso di un elefante è d’obbligo!

 

 

Ed ecco il Forte Amber, detto anche “forte dell’ambra” per il suo colore arancio – giallo. La costruzione è stata inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO e rappresenta il leggendario retaggio di Jaipur, nel Rajasthan.

 

Giardini di Forte Amber.

 

Quello che più ci ha colpito di questo viaggio e che non dimenticheremo mai è il mix culturale che emerge in ogni angolo dell’India. La cultura islamica e quella indù hanno convissuto, anche se non sempre in maniera pacifica, nei secoli creando un mix artistico unico al mondo. La cultura totalmente diversa dalla nostra e questa immersione totale in un Paese così differente anche dal punto di vista della gastronomia, del vestiario e dei modi di vivere il quotidiano, ci ha travolti e trascinati in un’esperienza unica che ci ha resi molto felici. L’India è una terra super accogliente che ti rimane nel cuore… anzi nell’anima. Namasté!

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