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This article was written on 24 Gen 2021, and is filled under Corea del Sud.

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GOSHIWON: ECCO LE CASE-LOCULO DOVE VIVONO I POVERI DELLA COREA DEL SUD

Si chiamano “goshiwon” e sono delle abitazioni che, in circa 3 – 6 metri quadrati di spazio, offrono un alloggio a chi non si può permettere di meglio. Nate principalmente per gli studenti, con il loro nome che letteralmente significa appunto “stanze di esame”, sono divenute in Corea del Sud una valida alternativa per chi ha un basso reddito.

 

 

Oltre che essere affittati agli studenti per cifre comprese tra i 200mila e i 300mila won, ovvero 140 – 213 euro al mese, ormai rappresentano delle soluzioni decisamente più economiche per tutti i meno abbienti rispetto ai comuni monolocali perché non è necessario un deposito cauzionale. Un monolocale, magari nello stesso quartiere del goshiwon preso in affitto, arriva a costare ad esempio 1 milione di won al mese, ovvero 700 euro. E parliamo di abitazioni comprese tra i 20 e i 30 metri quadrati, di certo non ville con giardino all’esterno.

 

 

Gli affittuari di queste mini case sono accomunati dall’impossibilità di pagare gli affitti delle case tradizionali perché, a causa della continua crescita economica e quindi degli aumenti del mercato immobiliare, in Corea del Sud i prezzi sono saliti vertiginosamente, soprattutto nelle grandi città, rendendo quasi impossibile per gli utenti con scarse possibilità economiche accedere al mercato degli affitti convenzionali.

 

 

Secondo i dati forniti dal governo sud coreano, quasi l’80% di goshiwon si trova a Seul: sono circa 6mila le unità abitative stimate nelle metropoli. Nella provincia di Gyeonggi sono 3mila. Nella zona sud di Seul sono sorti, soprattutto negli ultimi anni, numerosi goshiwon nei quartieri più esclusivi come Cheongdam-dong e Dogok-dong.

 

 

Queste unità sono costituite da camere più rifinite che sono affittate per 400mila o 600mila won al mese, circa 300, 400 euro.  E’ chiaro che un goshiwon con bagno all’interno costa di più, così come uno munito di finestra. Parliamo di “case loculo”, o “coffin cubicles”, simili a quelle presenti a Hong Kong, anche se le abitazioni cinesi possono essere persino più misere.

 

 

I primi goshiwon costruiti in Corea del Sud risalgono alla fine degli anni Settanta. La loro caratteristica tipica è quella del dormitorio, infatti vennero edificati principalmente nei pressi delle università della capitale Seoul. Lo stile “dormitorio” prevede stanze con un piccolo letto, un mini frigo e una scrivania, per favorire l’isolamento degli studenti nei periodi di esami. Cucina e bagno sono di solito in comune. Le pareti sono così sottili che si possono sentire le voci e i movimenti dei vicini, turbando la ricerca del silenzio per favorire la concentrazione e lo studio.

 

 

L’età media di chi affitta queste unità va dai 20 ai 30 anni. Oltre che studenti, gli inquilini sono spesso giovani con lavori occasionali che devono risparmiare per il matrimonio. Talvolta vi ricorrono anche disoccupati che non possono mettersi di meglio.

 

 

 

Il problema principale di queste case così anguste è rappresentato dalla mancanza di sicurezza perché possono essere soggette a pericolo d’incendio. Le stanze non provviste di finestre e prive di impianti di ricambio d’aria non consentono un buon arieggiamento.

 

 

L’auspicio è che il governo riveda le politiche abitative offrendo a studenti e lavoratori a basso reddito degli standard abitativi più sicuri e più dignitosi.

 

 

(Fonte: keblog.it – Kelly Tea – Youtube)

 

One Comment

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