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This article was written on 30 Gen 2017, and is filled under Islanda.

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ISLANDA: IL PAESE CHE ACCOGLIE GLI IMMIGRATI A BRACCIA APERTE

Secondo molti immigrati, l’Islanda sarebbe il paese meno razzista del mondo. Nella terra dove fino a 10 anni fa non c’erano stranieri, gli immigrati attualmente costituiscono il 10 per cento della popolazione. Secondo le ultime stime del 2015, su un totale di 332.529 abitanti, 24.293 sono cittadini stranieri. Tutti i nuovi arrivati sono stati accolti a braccia aperte. A Reykjavik, la capitale, i rifugiati sono stati ricevuti con benevolenza e grande spirito di solidarietà. Diversi partiti, infatti, hanno sostenuto la necessità di accoglierli durante la campagna elettorale per le legislative del 29 ottobre 2015. Un gran numero di islandesi si sono mobilitati proponendo di ospitare i rifugiati siriani nelle loro case, offrendo loro un aiuto concreto.

Alla fine di agosto 2015, è bastato un solo giorno perché 10mila islandesi, al motto di “Solo perché non sta succedendo qui non vuol dire che non sta accadendo”, si iscrivessero su Facebook all’evento Kæra Eygló Harðar – Sýrland kallar (Cara Eygló Harðar, la Siria sta chiamando). Rivolto alla ministra del welfare Eygló Harðardóttir, l’evento online era stato creato per mostrare – e richiedere – un sostegno da parte dell’Islanda ai profughi siriani. I firmatari offrivano ospitalità, lezioni di lingua, aiuto legale, e questo richiamo alla solidarietà ha catturato subito l’attenzione: “Gli islandesi usano Facebook per aprire le porte ai profughi”, ha scritto il New York Times.

L’integrazione è un percorso virtuoso che gli islandesi stanno perseguendo continuando ad offrire ai nuovi arrivati alloggi, sussidi, vestiti caldi e corsi di lingua. L’islandese è una lingua molto complessa pertanto è molto diffuso e accettato l’inglese. L’Islanda, infatti, è uno dei pochi paesi europei dove si può trovare lavoro con facilità anche se si parla soltanto la lingua inglese.

Con l’allargamento dell’Unione europea nel 2004, nell’isola è cambiato tutto perché l’Islanda, come la Norvegia, anche se non fa parte dell’Unione, rientra nello spazio economico europeo e deve rispettare il principio della libera circolazione delle persone.

 

REYKJAVIK (Photo by Matt Cardy/Getty Images)

Fino agli anni Novanta, gli stranieri rappresentavano meno dell’1 per cento della popolazione. Oggi, in Islanda, vivono 33mila stranieri contando i bambini nati nell’isola. Anche se ancora la capitale non riconosce il principio dello ius soli, la terra scandinava sta vivendo una vera e propria trasformazione storica. Sono decine i militanti “No borders”che difendono le persone che arrivano in Islanda per chiedere asilo: ogni mercoledì organizzano anche cene gratuite con cibo recuperato.

C’è da sottolineare che i controlli sono severi: la maggior parte dei migranti è respinta perché proviene da paesi sicuri (come la Macedonia o l’Albania), o perché sono stati già sottoposti al rilascio delle impronte digitali in un altro paese europeo (in base al regolamento di Dublino è il primo stato in cui si mette piede quello che dovrà esaminare la richiesta di asilo). Ad ogni modo, i nuovi arrivati, se in regola, godono di tutto il sostegno possibile soprattutto da parte delle personalità locali.

Anche se i profughi aumentano, sono gli europei a rappresentare la maggioranza straniera in Islanda: quasi uno su due è di nazionalità polacca. Ad attirarli sono le opportunità di lavoro offerte dal turismo, dall’industria della pesca e dalla grande distribuzione. Sono 10mila i polacchi che vivono in Islanda e, a loro dire, la sicurezza e l’accoglienza sono garantite. Un interprete, ad esempio, è sempre assicurato quando si va dal medico oppure quando si devono incontrare gli insegnanti dei figli. La comunità polacca è quella più numerosa seguita da quella lituana.

L’organizzazione degli imprenditori islandesi ha stimato che ci vorranno tra i 2mila e i 4mila immigrati l’anno per soddisfare la domanda di manodopera. Così quell’isola, che per decenni ha guardato con distacco ai flussi migratori, sta diventando sempre più la terra che sorride agli immigrati tendendogli la mano.

(Fonti: Internazionale, n. 1188, anno 24, gennaio 2017, pagg. 62-65 /internazionale.it/reportage/2015/11/21/islanda-richiedenti-asilo-xenofobia / eastjournal.net / pontilenews.it)

 

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