La Straniera

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This article was written on 29 Mag 2020, and is filled under Paesi Bassi.

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ZAANSE SCHANS: IL VILLAGGIO OLANDESE DEI 1000 MULINI A VENTO

Quando si arriva a Zaanse Schans sembra di essere stati catapultati su un set cinematografico. Qui tutto sembra finto perché assolutamente perfetto e in ordine. Le casette colorate a schiera, i fiori che decorano gli ingressi delle case, i vialetti acciottolati, le staccionate bianche che delimitano i giardini, gli anatroccoli che galleggiano sull’acqua, ma soprattutto i mulini a vento, protagonisti assoluti di un paesaggio d’altri tempi.

 

 

Questo luogo, che sembra proprio esistere al di là del tempo, si trova nei Paesi Bassi, a nord-est di Amsterdam, sulla banchina del fiume Zaan. Il borgo del 1850, oggi, costituisce una piccola comunità di circa 40 case dove, ovviamente, i mulini la fanno da padrona.

 

 

Tappa obbligata uno dei tanti mulini aperti ai visitatori. Qui è possibile fare un giro all’interno delle storiche strutture e poter assistere alla messa in funzione di uno dei più antichi strumenti di produzione delle navi dell’epoca.

 

 

Gli olandesi, sfruttando la forza del vento grazie ai numerosissimi mulini, producevano a gran velocità le assi di legno per la realizzazione delle imbarcazioni. Questa velocità contribuì a far diventare il Paese una potenza economica mondiale ai tempi della Rivoluzione Industriale.

 

 

Nel XVII e XVIII secolo, Zaanse Schans fu un polo industriale fondamentale per i Paesi Bassi per la presenza di più di 600 mulini a vento che, nella loro totalità, costituirono così il primo sito industriale della storia europea. L’intera zona arrivò, nel tempo, a contare 1000 mulini. Anche per questo la località è stata riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco.

 

 

Le macchine azionate dal vento non erano utilizzate solo per la produzione di assi in legno per barche e imbarcazioni varie, ma anche per produrre olio, macinare spezie e farina, produrre vernici. Nel Novecento i mulini iniziarono ad essere sostituiti con i motori a vapore e così il loro numero diminuì drasticamente. Nel 1925 l’associazione “Vereninging De Zaansche Molen” decise di preservare i restanti mulini per il futuro, per mostrarne la storia alle nuove generazioni. Nel 1928, infatti, fu aperto anche il museo “Molenmuseum”. L’Associazione possiede 12 mulini che sono meta di turisti e appassionati.

 


 

Zaanse Schans è una delle principali attrazioni dell’European Route of Industrial Heritage (ERIH), l’itinerario europeo della cultura industriale. Si tratta di una rete internazionale di percorsi che coinvolgono le principali sedi del patrimonio industriale europeo comprendendo più di 850 siti, città o regioni sparsi in 32 paesi. Lo scopo del progetto è di creare interesse sulla comune eredità archeologica che riguarda l’industrializzazione europea, promuovendone l’esperienza turistica attraverso gli Anchor Points, siti di ancoraggio che mappano questo storico patrimonio dell’industria europea. Zaanse Schans è uno di questi.

 

 

I mulini d’epoca oggi funzionanti e aperti al pubblico sono soltanto sei e tutti funzionano ancora azionati solo grazie alla forza del vento: Het Jonge Schaap (mulino segheria), De Bonte Hen (mulino oleificio), De Kat (mulino tintoria), De Zoeker (mulino oleificio), De Gekroonde Poelenburg (mulino segheria) e De Huisman (mulino delle spezie). Così  Zaanse Schans è divenuta un vero e proprio museo a cielo aperto, preservando tradizione e cultura per le generazioni future che così potranno conoscere l’economia che si è sviluppata nei secoli ai piedi di questi piccoli immensi giganti.

 

 

 

One Comment

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