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This article was written on 26 Apr 2020, and is filled under Senegal.

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FADIOUTH, SENEGAL: L’ISOLA DI CONCHIGLIE DOVE I MAIALI MANGIANO LE VONGOLE

Non è uno scherzo. Esiste un’isola, in Africa, dove le conchiglie la fanno da padrona e i maialini rosa mangiano vongole. Questo luogo, che sembra esistere solo nei libri di fiabe, si chiama Fadiouth ed è un’isola del Senegal, ubicata a sud-est della capitale Dakar.

 

 

Terra, acqua e maree, nei millenni, hanno creato un mare fossile di conchiglie di ogni tipo che sono diventate la materia prima e la principale risorsa del territorio. Per tale motivo, le strade e le costruzioni sono realizzate proprio con le conchiglie.

 

 

Gli abitanti del luogo le hanno raccolte nei secoli, mangiandone i molluschi all’interno e utilizzando i gusci come materiale per realizzare ogni cosa.

 

 

La temperatura elevata del mare, l’acqua salmastra e i fondali molto bassi hanno favorito la riproduzione dei molluschi. Inoltre nei grandi estuari dei fiumi Casamance, Senegal e Saloum l’acqua dolce si è mischiata con quella salata, inoltrandosi fino a 200 chilometri nell’entroterra. Così milioni di conchiglie si sono riversate sull’isola creando strati di gusci sui quali si cammina.

 

 

Altra caratteristica di Fadiouth è il suo cimitero che si trova su un promontorio di conchiglie: non solo è un unicum per il materiale di realizzazione ma qui sono seppelliti assieme cattolici e musulmani, creando un campo santo misto di convivenza fraterna. La popolazione musulmana convive, infatti, pacificamente con quella cattolica rappresentando un esempio di pace.

 

 

L’isola è collegata alla città di Joal tramite un lungo ponte di legno lungo 400 metri. Joal Fadiouth è un piccolo villaggio di pescatori diviso in due parti: Joal è la parte di villaggio costiera, mentre Fadiouth è quella isolana.

 

 

L’economia è chiaramente basata sulla pesca e si commercializzano molluschi come ostriche e pettini. I granai sono costruiti sulle palafitte per proteggere la materia prima. Qui l’agricoltura è resa complicata dall’acqua salata, dalla desertificazione e dal clima secco ma, nonostante ciò, nell’isola si è radicato uno dei presidi Slow Food: il cous cous salato di miglio, frutto dell’incontro tra cereali tradizionali e il mare. Il piatto tipico richiede una lunga preparazione realizzata dalle donne del luogo. Nella cottura vengono impiegate le foglie di baobab e si accompagna questa prelibatezza con una salsa di molluschi, carne, fiori di mangrovia e arachidi.

 

 

Il WWF ha contribuito alla realizzazione dell’area marina protetta di Joal – Fadiouth, con la collaborazione delle comunità locali e del governo per la tutela delle tartarughe marine, la pesca sostenibile e la cura delle mangrovie.

 

 

Questo luogo ha dato i natali a Leopold Sedar Senghor, il primo presidente del Senegal che ha garantito stabilità politica e religiosa guidando l’intero paese per 20 anni.

 

 

Quest’isola è meta di viaggiatori appassionati alla ricerca di posti unici. Di certo, il territorio non lascia scontenti i suoi visitatori che qui possono essere travolti dalla gioia dei bambini. I doni della natura sono generosi e offrono un’esperienza unica come quella di camminare sulla strada fatta interamente da conchiglie scricchiolanti.

 

 

 

(Fonti: lifegate.it / tripadvisor.it / Slow Food / 3bmeteo.com / picuki.com)

 

 

 

 

 

One Comment

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